Accanto al vincolo personale del vassallaggio, è elemento essenziale delle strutture feudali la concessione al vassallo di un beneficio da parte del signore.
Il termine beneficium divenne, dall’età carolingia, quello più spesso usato per designare le concessioni feudali. Più tardi si diffuse il termine germanico di feodum.
Come esistettero storicamente forme di dipendenza personale senza beneficio, così vi furono concessioni di beni e di terre senza vassallaggio; la prospettiva di un beneficio costituiva la ragione principale per la quale un uomo libero accettava l’impegno gravoso e duraturo di servire fedelmente un signore.
La connessione tra i due elementi del feudo è riscontrabile, non solo in via di fatto ma anche in via di diritto, sin dall’età carolingia.
Normalmente il beneficio consisteva nella concessione di una terra.
Si è già ricordato come Carlo Martello avesse confiscato numerose terre della Chiesa per poi concederle in beneficio a propri vassalli. In seguito divenne frequente da parte del re l’attribuire in beneficio terre di proprietà della corona. Con l’infittirsi dei vincoli feudali, divenne possibile e normale che un vassallo (B) attribuisse in beneficio ad un altro uomo (C) (che diveniva perciò suo subvassallo), non soltanto una propria terra allodiale, ma altresì una parte della terra ricevuta in beneficio dal proprio signore (A).
In talune regioni d’Europa la rete dei rapporti feudali giunse a coprire l’intero territorio: non vi fu terra che non appartenesse a un signore, a sua volta vassallo di un altro signore.
Altrettanto variabile fu la dimensione dei benefici.
Dai benefici maggiori, comprendenti vasti domini e regioni intere, ai benefici costituiti da un’unità fondiaria corrispondente a una ville tardo- antica, sino ai piccoli benefici di poche pezze di terra, il vincolo feudale fu il medesimo, in linea di diritto, per situazione ben differenti tra loro.
Già in età carolingia, un rapporto venne fissato tra le dimensioni territoriali del beneficio e gli obblighi militari corrispondenti: il vassallo che avesse ricevuto 12 mansi di terra (il manso era una misura corrispondente ad una superficie di circa tre ettari) era tenuto a fornire al signore un uomo a cavallo; i vassalli del re ricevevano spesso più di 30 mansi.
L’oggetto del beneficio non fu neppur esso uniforme.
- Il caso più frequente consisteva nella concessione di una terra, ma la tipologia era assai differenziata. Allorché il beneficio concerneva una carica pubblica esso veniva per lo più qualificato come bonor o come fief de dignité.
- Vi erano poi feudi costituiti da chiese, abbazie, cappelle, numerosi sino all’età della riforma ecclesiastica dell’XI secolo.
- In altri casi l’oggetto del beneficio era una somma di denaro data una tantum ovvero versata regolarmente dal signore allo scopo di legare a sé il vassallo.
La terminologia con la quale il feudo veniva designato poteva anche riguardare le condizioni giuridiche specifiche del beneficio, ovvero la causa della sua costituzione.
- Feudo franco era un feudo in cui il vassallo non era tenuto a prestazioni specifiche, ma soltanto alla fedeltà.
- Feudo ligio era quello a cui titolare era legato al signore dal vincolo
prioritario ed esclusivo di cui si è detto. - Il Feudo oblato nasceva da un atto di rinuncia di un proprietario allodiale, che si privava formalmente di una propria terra a favore di un altro uomo, ricevendo poi da costui in beneficio quella stessa terra.
Specie in età più tarda, alla fine del medioevo, anche un debito poteva dar luogo alla costituzione di un beneficio, che assolveva alla funzione di garanzia reale per il creditore.
Colui che riceveva il beneficio con l’investitura, aveva in origine il solo diritto di usare della terra a lui concessa, non certo di disporne. Il vassallaggio aveva la durata della vita dei contraenti, e il beneficio tornava al precedente che poteva rinnovarlo a favore di altri.
L’aspirazione del vassallo fu nel senso della successione ereditaria sin da un’età molto antica; e che la prassi di rinnovare omaggio investitura nella persona del figlio di un vassallo defunto fosse frequente e normale.