La legge non fornisce una definizione generale di redditi di capitale, provvedendo ad elencarli analiticamente nel 44 TUIR. Tuttavia, a chiusura di questo articolo, si trova una previsione da cui è ricavabile una definizione generale di reddito di capitale: tra i redditi di capitale si comprendono i proventi derivanti da un rapporto  giuridico avente come oggetto l’impiego del capitale, mentre nei redditi diversi di natura finanziaria sono inclusi i differenziali positivi derivanti da un evento incerto. Comunque, l’elencazione del 44 consente di dividere i redditi di capitale in 2 gruppi:

1) quelli derivanti da rapporti aventi ad oggetto l’impiego del capitale, quindi provenienti da un capitale temporaneamente dato in godimento a terzi e in questo caso si instaura un rapporto di finanziamento;

2) quelli derivanti da un capitale investito o conferito, in cui lo stesso è utilizzato in una struttura produttiva organizzata a cui il soggetto titolare del capitale partecipa e la cui partecipazione è rappresentata da un titolo. Tra le fattispecie più significative indicate nel 44 che appartengono all’impiego del capitale si ricordano: interessi ed altri proventi derivanti da mutui o c.c.; interessi ed altri proventi delle obbligazioni e titoli similari ed altri titoli, diversi dalle azioni e titoli similari, nonché dai certificati di massa; rendite perpetue e prestazioni annue perpetue; compensi per prestazioni di fideiussione o altra garanzia; utili derivanti da associazioni in partecipazione; utili derivanti da contratti di cointeressenza ex 2554; proventi derivanti dalla gestione di masse patrimoniali; proventi derivanti da operazioni di pronti verso termine e contratti di riporto su titoli e valute.

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